Della perversione di Google e Facebook. Chi ha finanziato Google e Facebook. DARPA, IQT, CIA, le agenzie di spionaggio statunitensi. I motori di ricerca alternativi a Google
Cosa fa Google
Google è il motore di ricerca automatico più potente del mondo.
Miliardi di creature umane lo usano quotidianamente. Gli altri motori
di ricerca, sia automatici che non, in sostanza pescano tutto quello che
possono pescare da Google e a Google si uniformano. Google domina la rete internet e ne detta le regole. Il mancato rispetto delle direttive di Google può determinare, per esempio, la scomparsa di un sito web
dalla rete; non la sua scomparsa fisica, semplicemente l’inibizione
della sua visibilità. Chi dalla rete trae guadagno, chi svolge attività
commerciali in rete e chi attraverso la rete pubblicizza la sua attività
economica è obbligato a sottostare alle linee guida Google (ai termini di servizio e alle cosiddette “Norme sulla qualità” o “istruzioni sulla qualità” o ai “suggerimenti su come ricorrere a un SEO se non vuoi occupartene di persona“), dell’azienda che ha il monopolio dei servizi d’indicizzazione in rete.
È vero che offre servizi utili e che molti guadagnano grazie a Google ed è proprio questa la caratteristica ingannevole dello spionaggio del dopoguerra. Gli individui rinunciano gradualmente alle proprie libertà in cambio di cibi grassi, droghe e comodità. Alcuni esempi concreti di queste comodità, che rosicano progressivamente gli spazi d’autonomia possibile degli individui, sono: Google, Facebook, Twitter, la televisione tutta, i telefoni radiomobili, le carte di credito, i sistemi di navigazione GPS, la carta stampata, la scuola obbligatoria. Nel 1997 Larry Page e Sergey Brin svilupparono un algoritmo matematico che avrebbe dovuto indicizzare i siti web in base alla rilevanza dei loro contenuti e in base alla loro popolarità in rete; tale algoritmo è stato chiamato “Page Rank“. Oggi, dato il monopolio di Google sulla rete internet, e poiché i suoi ottimi servizi d’indicizzazione e di ricerca automatica sono gratuiti e spediti, è logico che i profitti di Google, derivanti dalla vendita di servizi pubblicitari, sono eccezionali. Ma Google non vive solo per fare pubblicità e guadagnare sulla pubblicità.
gmail ti legge la posta
Le informazioni commerciali e personali presenti in rete sono accessibili a chiunque sia in controllo di Google. Google le immagazzina in giganti database (con macchine e programmi che sono all’avanguardia della tecnologia informatica); gmail offre diversi GB di spazio per l’immagazzinamento dei dati degli utenti, e sono gratuiti. Tutte la corrispondenza in arrivo e in partenza di tutti gli utenti di gmail in tutto il mondo, viene quotidianamente scansita e immagazzinata. Google raccoglie i dati personali e le informazioni degli utenti anche in altro modo; installando cookies nei browser dei loro computer e imponendo la declinazione del maggior numero d’informazioni personali possibile sul “account” dell’utilizzatore o del sito web; la ragione tecnica è quella di fornire messaggi pubblicitari che abbiano contenuti pertinenti a quelli del testo che si legge.
(Chi utilizza gmail può verificare l’istantanea – e illegale – lettura della propria corrispondenza in ogni momento; basta guardare i messaggi pubblicitari che compaiono ai lati della mail, o in alto sulla pagina; vedrà che sono tutti “in tema” con il contenuto della lettera – email – che sta leggendo; per restituire messaggi rilevanti con l’oggetto della comunicazione, google deve leggere sistematicamente la corrispondenza).
Cosa fa Facebook Google ha il monopolio della ricerca automatica, Facebook ha il monopolio delle relazioni digitali. Non ci sono possibilità realistiche di orientare la scelta su di un “provider” alternativo; gli utenti sono stati drenati dai vari “social network” al “social network” di monopolio. Gli allocchi ci piovono dentro tutti, perché nella rete di Facebook ci sono già tutti i loro parenti, amici e conoscenti.
E, con tutti quegli amici, com’è che sono così soli?
La missione di Facebook si sintetizza nella conversazione fra Mark Zuckerberg e un suo amico quando, nel 2004, il suo database veniva lanciato in rete:
Le condizioni d’uso di Facebook impongono la declinazione dei dati personali. Facebook promuove il malcostume del delatore, tanto deprecato anche fra gli scellerati. È facile iscriversi ma è molto difficile cancellare la propria iscrizione, con l’aggravante che Facebook
si tiene tutte le fotografie, la cronologia degli eventi, dei viaggi,
dei luoghi visitati, dei commenti pubblicati, delle amicizie schedate,
delle relazioni clandestine eccetera, anche dopo che sono state
cancellate e che il conto è stato chiuso. Il nucleo fondamentale
dell’attività commerciale di Facebook consiste nel vendere dati personali sensibili alle aziende a scopo propagandistico e pubblicitario.
La raccolta dei dati biometrici degli utenti e il Face Recognition Tool
Facebook rifiuta di consegnare copia di parte dei dati personali degli utenti che ne facciano richiesta adducendo che ciò è per tutelare le loro modalità operative di marketing. Il gruppo austriaco denominato Europe versus Facebook ha attivato più di 22 vertenze sulle pratiche scorrette di Facebook e, fra le più scandalose, ha ottenuto la censura del famigerato “Face Recognition Tool“, per la raccolta surrettizia dei dati biometrici degli utenti, fotografati e puntati dai “tag” a loro insaputa. Facebook ha la capacità di tracciare l’attività dei suoi utenti anche quando non sono connessi con i loro “account”; ma traccia anche gli utenti che non sono iscritti e che vedono il “like button”. Facebook usa le foto e le immagini degli utenti (senza pagare loro i diritti d’immagine) per pubblicizzare Coca Cola, Starbucks e Levis con il “like button“.
Come sono nati, cioè con quali finanze, Google e Facebook?
Prendere la pillola, farsi iniettare un vaccino, drogarsi o abbandonarsi all’ipnosi televisiva per sentirsi meglio, per superare la rabbia e l’ansietà, e accettare tutte le cose inaccettabili che appaiono impossibili da cambiare, per superare la propria umanità, il proprio umano istinto di conservazione, significa inibire la volontà di sopravvivenza. Abbiamo bevuto tutti le favole di quegli studenti universitari che, come per miracolo, hanno inventato sistemi per la comunicazione digitale e sono diventati miliardari, giovanissimi, semplicemente per aver perso tempo cazzeggiando con il computer nelle ore di studio. Poi ci siamo bevuti anche la storia dei motori di ricerca automatici, tra i quali, spontaneamente, per eletta e coordinata volontà degli utenti, Google doveva essere emerso come il più popolare, in virtù della sua straordinaria utilità. Anche la leggenda di YouTube (che appartiene a Google) fa riferimento a giovani studenti scioperati che per intervento divino, un po’ come la novella di Bill Gates che tentava maldestramente di riparare tastiere di computer nel suo garage, sono divenuti miliardari. Anche queste novelle, sono opere di fantasia.
Son balle.
1) DARPA
Per decenni, il Defense Advanced Research Projects Agency, o DARPA, è stato l’ente governativo statunitense che ha avuto il compito di condurre la ricerca avanzata, con altissimo profitto, in ambito di comunicazione digitale. DARPA ha sviluppato il primo pacchetto operativo al mondo per la comunicazione di rete che alla fine è diventato il nucleo della rete internet. Quindi il progetto di comunicazione di rete è nato dal lavoro di un’organizzazione militare e poi, come tutti abbiamo creduto, si è sviluppato rapidamente diventando ciò che è oggi; una rete che
che si sviluppa con una conformazione “stellare”, così articolata e intricata che
E, perciò, internet
Tutte balle. E da qui nasce la costruzione ideologica del primo mezzo di comunicazione di massa veramente libero; libero perché non "è controllato da nessuno e nessuno ne è proprietario"; libero perché, in esso, chiunque può diventare editore di sé stesso e pubblicare, liberamente, tutto il suo pensiero senza dover elemosinare presso un altro editore, senza dare in contropartita capitale, senza mettere necessariamente in piazza i suoi dati sensibili e, volendo, persino in forma “anonima”.
Altre frottole.
La tecnologia è sottomessa agli interessi della guerra.
La tecnologia e stata realizzata da militari con i coltelli affilati; anche volendo ammettere che essi non hanno avuto la competenza tecnica per far sviluppare ed evolvere la rete come essa oggi è, i miliziani, proprietà delle corporazioni multinazionali, hanno tenuto i coltelli dalle lame lunghe sempre più affilati e possono controllare il sistema, o interromperlo, in qualunque momento. Far chiudere un giornale è cosa assai più complessa che interrompere il flusso d’informazioni digitali in rete. Basta un calo di corrente, un cavo tranciato per sbaglio o un embargo petrolifero e tutto scompare in un paio di secondi.
Chi ha finanziato Google, Microsoft e Facebook?
Per la parte di capitale pubblico investito in aziende private che hanno fatto ricerca tecnologica avanzata non c’è mai stata chiarezza. La spesa pubblica si è fusa con quella privata e gli agenti del governo si sono spesso trovati come dipendenti di queste imprese dedicate alla ricerca scientifica, o viceversa, i loro scienziati si sono ritrovati ad essere stipendiati dalle agenzie dei servizi segreti, strapagati con denaro dei contribuenti, le quali comunque lavoravano per enti privati sovranazionali e sono tutt’ora comandate da famiglie di privati extra-nazionali. Dopo la drammatica messa in scena del 2001, alle già numerose comunità di spionaggio statunitensi si è aggiunta quella dello IARPA ( Intelligence Advanced Research Projects Agency) per fare più o meno quello che faceva prima DARPA. Quindi i reparti dedicati alla rete sono più o meno gli stessi.
2) IQT, o In-Q-Tel
Un paio d’anni prima, però, nel 1999, l’agenzia di spionaggio denominata CIA ha fondato, cioè vi ha infuso del denaro proveniente dalle casse dello stato, una società di capitali, senza scopo dichiarato di lucro, con il preciso ed esplicito obiettivo di fornire tecnologie avanzate alle agenzie di spionaggio statunitensi (dette, assai impropriamente, di “intelligence“). La società si chiama In-Q-Tel e, dando un’occhiata più sotto ai componenti il suo consiglio di amministrazione, non v’è dubbio che i vecchi gestori della tecnologia digitale sono ancora più che attivi e presenti e che i loro scopi, dato che sono agenzie di spionaggio, hanno tutti a che fare con la sorveglianza, il monitoraggio e il controllo di persone, proprietà, aziende e flussi di denaro.
Nel 2005 il New York times ha pubblicato un articolo, ripreso e spiegato meglio poi qui, sulle intercettazioni illegali del NSA, tutte prive di mandato da parte dell’autorità giudiziaria, iniziate perlomeno dal 2001, che monitoravano le conversazioni private dei cittadini statunitensi in violazione del quarto emendamento.
Nel 2006 è stato rivelato che AT&T ha dato completo e libero accesso, agli “intercettatori” del NSA (National Security Agency) , al traffico internet dei suoi clienti e che le agenzie di spionaggio americane hanno frugato illegalmente risme straordinarie di dati commerciali e personali. La tecnologia utilizzata per l’estrazione fraudolenta delle informazioni, installata nei “back door” del NSA, (Narus STA 6400) si presenta come un potentissimo mezzo d’intercettazione, capace di fare archivi di “qualunque cosa passi attraverso un protocollo internet”; la tecnologia è stata fornita da una società i cui soci sono stati finanziati da IQT e i responsabili marketing di Narus ne andavano fierissimi.
Sempre nel 2006, News21 ha pubblicato un rapporto a proposito di un investimento di IQT in CallMiner, un’impresa dedita allo sviluppo di tecnologie per la trasformazione di conversazioni telefoniche registrate in database adattabile all’attingimento di motori di ricerca automatici.
Nel 2009, il Telegraph, ha riportato il caso di un altro investimento di IQT in un’altra azienda di estrazione ed elaborazione dei fatti degli altri. Si tratta di VISIBLE (Social Media Monitoring, Analytics and Engagement – Visible), specializzata nella produzione di software che elaborano “cosa dice la gente in social media come YouTube, Twitter, Flickr e Amazon. La tecnologia è in grado di tracciare le comunicazioni in tempo reale, rilevare tendenze e orientamenti e persino rilevare stati d’animo prevalenti in rapporto a determinati eventi o circostanze. Nel settembre del 2011, la Federal Reserve ha pubblicato negli Stati Uniti una richiesta d’offerta, essendo proprio alla ricerca di questa tecnologia capace di monitorare gli “stati d’animo” (“sentiments”) espressi dalle persone a proposito di fatti, atti o eventi specifici. Questi sono solo degli esempi di chi fa cosa con questi sistemi. Ma i due nomi più strettamente e più frequentemente collegati a IQT sono Google e Facebook.
3) FACEBOOK & GOOGLE
Google è un laboratorio di ricerca per i miliziani dai coltelli affilati. Come Microsoft, fin dal principio, è stata costituita con capitali provenienti dalle casse dello stato USA, invasi attraverso agenzie, associazioni, società private e servizi segreti. Entrambi i gruppi appartengono, indirettamente, al conglomerato militare che non è apparato di Stato se non in termini formali, dato che serve gli interessi di élite e famiglie private. Formalmente, il governo non può gestire grandi aziende o corporazioni; perciò lo fa attraverso società parzialmente controllate, controllate in senso formale da enti di stato, finanziate con capitale pubblico, ma gestite di fatto da enti privati sovra-nazionali.
Facebook ha ricevuto 12,7 milioni di dollari USA in conferimento di capitale contante da Accel, il cui direttore, James Breyer, fa parte del suo consiglio di amministrazione. Questo tizio era stato già presidente del National Venture Capital Association, nel cui CdA troviamo Gilman Louie, che a quel tempo era anche Amministratore delegato di In-Q-Tel. La connessione è indiretta ma non per questo meno inquietante. Facebook ha una storia lunghissima di violazioni della privacy dei suoi utenti ed è partecipata da una società di capitali gestita ufficialmente da una delle agenzie di spionaggio statunitensi: la CIA (central “intelligence” agency). Il collegamento di Google con In-Q-Tel (che gestisce anche Gainspan) è più diretto, anche se ufficialmente negato.
Nel 2006 l’ex funzionario della CIA Robert David Steele ha dichiarato al Homeland Security Today che Google ha percepito finanziamenti e direttive da elementi della comunità di “intelligence” (eufemismo che sta per attività di spionaggio), tra i quali l’Office of Research and Development della CIA, In-Q-Tel, oltre al NSA e ai servizi segreti militari.
Nel 2005 In-Q-Tel ha venduto più di 5000 azioni Google del suo pacchetto. C’è il sospetto diffuso che quelle azioni derivassero dagli investimenti di In-Q-Tel in Keyhole Inc. (quella che ha realizzato la tecnologia di visualizzazione tridimensionale della terra, oggi nucleo di Google Earth) che è stata poi acquistata da Google.
Nel 2010 Google ha annunciato pubblicamente che stava lavorando assieme alla NSA (National Security Agency) per garantire il flusso delle proprie risorse.
Nello stesso anno Wired ha riportato che In-Q-Tel e Google avevano versato congiuntamente capitali per finanziare Recorded Future Inc., un motore di ricerca temporale che analizza decine di migliaia di risorse web per elaborare eventi e tendenze di mercato. In-Q-Tel ha interessi in giganti della rete internet come Facebook e Google oltre che in tecnologia avanzata per l’estrazione e l’elaborazione di dati e informazioni. Non si può pensare che sia casuale, come non è né casuale né spontaneo il successo straordinario dei due fenomeni commerciali di Facebook e di Google.
Ma la ricerca e sviluppo di In-Q-Tel non si limita all’analisi del traffico in rete; ha a che fare con la ricerca e la raccolta d’informazioni finalizzata all’identificazione di persone e cose per il loro condizionamento e controllo. Le sue aree principali d’interesse sono definite come: “Information and Communication Technologies” e “Physical and Biological Technologies” e cioè: determinazione di singoli tratti umani ai fini dell’identificazione, monitoraggio e autenticazione di individui ed oggetti, nano-tecnologie e bio-tecnologie applicate alla classificazione dei tratti individuali (“physiological intelligence“), con rilevatori di singola molecola, piattaforme per somministrazione di farmaci, sensori in grado di stabilire la provenienza di una persona, e con quali sostanze sia entrata in contatto, attraverso la gestione di “biomarcatori“, come composti di tracce nel respiro o campioni di pelle.
Sapevamo bene di già che Google ci leggesse la posta elettronica e ora sappiamo anche perché. Google seleziona quale sito web deve risultare e in che posizione (SERP) nella rete web internazionale, Google riceve tutti i parametri di tutti i siti pubblicati in rete (i quali fanno il loro massimo per passare il maggior numero possibile d’informazioni proprie a Google con lo scopo di ottenere visibilità). Google ha il monitoraggio di tutte le informazioni commerciali che vengono pubblicate nel mondo. Google ha il monitoraggio di tutta la posta elettronica scambiata con gmail e di tutte le informazioni tecniche che cava dalla pedissequa analisi che i suoi robot-spider fanno su ogni sito web.
Prima pensavamo che fosse solo un pretesto per inserire, nei contorni delle pagine, annunci pubblicitari che fossero pertinenti al testo della lettera ricevuta o del contenuto del sito web pubblicato. Oggi sappiamo che si tratta ancora di finalità commerciali, ma più sofisticate. Del resto le agenzie e gli enti di stato come CIA, NSA e altri – e questo vale anche per gli enti di stato Italiani ed europei – sono definiti “pubblici” perché spendono denaro dei contribuenti. In realtà appartengono a colossi finanziari ed analizzano finanza, mercati, tendenze e dati personali di tutti i consumatori del pianeta, per conto di questi colossi. Sempre per loro conto, oltre ad analizzare e raccogliere dati, spiando ovunque e chiunque, organizzano movimenti di piazza, sommosse, insurrezioni e anche colpi di stato in vari paesi, (Vedi la recente questione Egiziana in cui Google addirittura si vanta di aver avuto un ruolo decisivo nel rovesciare il governo) a seconda di dove riescano ad individuare focolai di violenza da sfruttare e benefici da incassare. Non lavorano per i governi in modo sostanziale, non sono animati da principii patriottici o ideologici. Sono semplicemente fusi con le corporazioni, con Wall Street, con l’industria bellica e la tecnologia prevalente in ambito informatico. Chi era quello sprovveduto che raccontava in video la novella dei due studenti scioperati che si erano messi a fare un esperimento di data-base e che hanno inventato questo miracolo? E, se oggi dovessimo aprire gli occhi e renderci conto del fatto che la popolarità di Google e Facebook non è affatto naturale e spontanea, che è piuttosto il frutto di una precisa operazione di marketing finanziata con milioni di dollari, cosa ci cambierebbe? Se comprendessimo che sono funzionari-spie, stipendiati dalle agenzie di spionaggio, cosa ci cambierebbe? Sappiamo già che i politici, i partiti politici e le agenzie governative non lavorano nell’interesse della comunità; sapevamo già che finanziano le loro operazioni usando denaro dei contribuenti per garantirsi la sopravvivenza nel cortiletto del potere. Lavorano anch’essi per entità sovra-nazionali, private, che controllano il mondo nell’interesse del benessere di poche famiglie, le élite al potere.
Oggi possiamo imparare che anche le agenzie di spionaggio, i servizi segreti, la NATO, le Nazioni Unite, il WTO, il WHO, sono tutte entità controllate dalle stesse famiglie; e cosa ci cambia? Possiamo imparare che tutti i direttori della CIA, per esempio, erano in precedenza avvocati di Wall Street e che i vertici della NATO appartengono, come loro, al CFR; e cosa ci cambia? Probabilmente non cambia nulla e non cambierà nulla; le élite al potere sfruttano la credulità popolare da migliaia di anni e, data l’imbecillità del più gran numero d’individui, pare che non esista altro modo per comunicare che la propaganda. Tuttavia, non possiamo far finta che tutto sia normale e che il mondo sia libero, così come lo vedono le capre, che non distinguono fra l’illusione di essere liberi e il gravoso onere d’essere liberi o parzialmente liberi.
Per essere liberi bisogna fare uno sforzo, lo sforzo di uscire dalla convenienza delle proprie costruzioni ideologiche e dei riti ai quali si è avvezzi, dalla convenienza di Google, di Facebook, delle carte di credito, della televisione, dei giornali e dei telefoni radiomobili. Sono tutte convenienze che, sommate, inibiscono la libertà dell’individuo, la oltraggiano e ottenebrano la già povera intelligenza umana. Per tentare d’essere liberi bisogna fare lo sforzo di uscire dalla propria pazzia e prendere coscienza di un fatto semplicissimo, innanzitutto: tutti gli atti di monitoraggio, e di spionaggio, di sorveglianza, che controllano il traffico in rete, classificano in modo ordinato l’attività economica, religiosa, politica, affettiva e ricreativa, degli individui, e delle imprese del pianeta in banche dati estere sono atti illegali in Italia, in Europa, e nella maggior parte delle giurisdizioni del pianeta. Leggere la corrispondenza delle persone che non sono sotto sorveglianza stabilita con ordine preciso dell’autorità giudiziaria, nei limiti estremi imposti dalla legge, è illegale. (Costituzione, Art. 15: La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili).
Per aggirare il monopolio di Google, evitando Yahoo o Bing che provengono da altri incubi analoghi, per navigare la rete in modalità “anonima” e senza farsi installare pezzi di software che spiano l’attività umana in rete, ecco alcune alternative:
MOTORI DI RICERCA https://startpage.com/ http://www.dogpile.com/ http://www.yandex.com/
BROWSER DI NAVIGAZIONE ANONIMA https://www.torproject.org
Sarebbe cosa buona e giusta se giungessero qui altri suggerimenti.
Sugli organi dirigenti delle agenzie di spionaggio, che sono sostanzialmente analisti finanziari, manipolatori di borse valori, gestori di banche centrali (e non 007) vedi:
Michael C. Ruppert Crossing the rubicon – the decline of the american empire and the end of the age of oil
Sul chi li controlla, vedi per esempio:
Gary H. Kah En Route to Global Occupation – A High Ranking Government Liaison Exposes the Secret Agenda for World Unification.
Altre risorse:
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI IQT (IN-Q-TEL)
BOARD OF TRUSTEES In -Q-Tel
Michael M. Crow
Chairman of the Board of In-Q-Tel; President of Arizona State University
James Barksdale
President and CEO of Barksdale Management Corporation
Peter Barris
Managing General Partner, New Enterprise Associates (NEA)
Charles G. Boyd
Former President and CEO of Business Executives for National Security (BENS)
Howard Cox
Partner, Greylock Venture Capital
Christopher Darby
President and CEO of In-Q-Tel
David E. Jeremiah
Chairman of Wackenhut Services Inc. (WSI) Board of Directors
Anita K. Jones
Professor Emeritus of Computer Science at the University of Virginia
A.B. “Buzzy” Krongard
Former Executive Director of the Central Intelligence Agency
Jami Miscik
Vice Chairman and President of Kissinger Associates
Elisabeth Paté-Cornell
Chair of the Department of Management Science and Engineering at Stanford University
Ted Schlein
Managing Partner at Kleiner Perkins Caufield Byers
Charles M. Vest
President Emeritus of Massachusetts Institute of Technology
INTELLIGENCE COMMUNITY PARTNERS
È vero che offre servizi utili e che molti guadagnano grazie a Google ed è proprio questa la caratteristica ingannevole dello spionaggio del dopoguerra. Gli individui rinunciano gradualmente alle proprie libertà in cambio di cibi grassi, droghe e comodità. Alcuni esempi concreti di queste comodità, che rosicano progressivamente gli spazi d’autonomia possibile degli individui, sono: Google, Facebook, Twitter, la televisione tutta, i telefoni radiomobili, le carte di credito, i sistemi di navigazione GPS, la carta stampata, la scuola obbligatoria. Nel 1997 Larry Page e Sergey Brin svilupparono un algoritmo matematico che avrebbe dovuto indicizzare i siti web in base alla rilevanza dei loro contenuti e in base alla loro popolarità in rete; tale algoritmo è stato chiamato “Page Rank“. Oggi, dato il monopolio di Google sulla rete internet, e poiché i suoi ottimi servizi d’indicizzazione e di ricerca automatica sono gratuiti e spediti, è logico che i profitti di Google, derivanti dalla vendita di servizi pubblicitari, sono eccezionali. Ma Google non vive solo per fare pubblicità e guadagnare sulla pubblicità.
gmail ti legge la posta
Le informazioni commerciali e personali presenti in rete sono accessibili a chiunque sia in controllo di Google. Google le immagazzina in giganti database (con macchine e programmi che sono all’avanguardia della tecnologia informatica); gmail offre diversi GB di spazio per l’immagazzinamento dei dati degli utenti, e sono gratuiti. Tutte la corrispondenza in arrivo e in partenza di tutti gli utenti di gmail in tutto il mondo, viene quotidianamente scansita e immagazzinata. Google raccoglie i dati personali e le informazioni degli utenti anche in altro modo; installando cookies nei browser dei loro computer e imponendo la declinazione del maggior numero d’informazioni personali possibile sul “account” dell’utilizzatore o del sito web; la ragione tecnica è quella di fornire messaggi pubblicitari che abbiano contenuti pertinenti a quelli del testo che si legge.
(Chi utilizza gmail può verificare l’istantanea – e illegale – lettura della propria corrispondenza in ogni momento; basta guardare i messaggi pubblicitari che compaiono ai lati della mail, o in alto sulla pagina; vedrà che sono tutti “in tema” con il contenuto della lettera – email – che sta leggendo; per restituire messaggi rilevanti con l’oggetto della comunicazione, google deve leggere sistematicamente la corrispondenza).
Cosa fa Facebook Google ha il monopolio della ricerca automatica, Facebook ha il monopolio delle relazioni digitali. Non ci sono possibilità realistiche di orientare la scelta su di un “provider” alternativo; gli utenti sono stati drenati dai vari “social network” al “social network” di monopolio. Gli allocchi ci piovono dentro tutti, perché nella rete di Facebook ci sono già tutti i loro parenti, amici e conoscenti.
E, con tutti quegli amici, com’è che sono così soli?
La missione di Facebook si sintetizza nella conversazione fra Mark Zuckerberg e un suo amico quando, nel 2004, il suo database veniva lanciato in rete:
- “…….Sì, se mai ti dovesse servire
qualche informazione su qualcuno di Harvard, chiedi a me. Ho più di 4000
email, fotografie, indirizzi, SNS….”
– “Cosa? E come le hai avute?”
– “La gente, semplicemente, s’iscrive e me li lascia. Non so perché si fidano di me, imbecilli cazzoni”.
La raccolta dei dati biometrici degli utenti e il Face Recognition Tool
Facebook rifiuta di consegnare copia di parte dei dati personali degli utenti che ne facciano richiesta adducendo che ciò è per tutelare le loro modalità operative di marketing. Il gruppo austriaco denominato Europe versus Facebook ha attivato più di 22 vertenze sulle pratiche scorrette di Facebook e, fra le più scandalose, ha ottenuto la censura del famigerato “Face Recognition Tool“, per la raccolta surrettizia dei dati biometrici degli utenti, fotografati e puntati dai “tag” a loro insaputa. Facebook ha la capacità di tracciare l’attività dei suoi utenti anche quando non sono connessi con i loro “account”; ma traccia anche gli utenti che non sono iscritti e che vedono il “like button”. Facebook usa le foto e le immagini degli utenti (senza pagare loro i diritti d’immagine) per pubblicizzare Coca Cola, Starbucks e Levis con il “like button“.
Come sono nati, cioè con quali finanze, Google e Facebook?
Prendere la pillola, farsi iniettare un vaccino, drogarsi o abbandonarsi all’ipnosi televisiva per sentirsi meglio, per superare la rabbia e l’ansietà, e accettare tutte le cose inaccettabili che appaiono impossibili da cambiare, per superare la propria umanità, il proprio umano istinto di conservazione, significa inibire la volontà di sopravvivenza. Abbiamo bevuto tutti le favole di quegli studenti universitari che, come per miracolo, hanno inventato sistemi per la comunicazione digitale e sono diventati miliardari, giovanissimi, semplicemente per aver perso tempo cazzeggiando con il computer nelle ore di studio. Poi ci siamo bevuti anche la storia dei motori di ricerca automatici, tra i quali, spontaneamente, per eletta e coordinata volontà degli utenti, Google doveva essere emerso come il più popolare, in virtù della sua straordinaria utilità. Anche la leggenda di YouTube (che appartiene a Google) fa riferimento a giovani studenti scioperati che per intervento divino, un po’ come la novella di Bill Gates che tentava maldestramente di riparare tastiere di computer nel suo garage, sono divenuti miliardari. Anche queste novelle, sono opere di fantasia.
Son balle.
1) DARPA
Per decenni, il Defense Advanced Research Projects Agency, o DARPA, è stato l’ente governativo statunitense che ha avuto il compito di condurre la ricerca avanzata, con altissimo profitto, in ambito di comunicazione digitale. DARPA ha sviluppato il primo pacchetto operativo al mondo per la comunicazione di rete che alla fine è diventato il nucleo della rete internet. Quindi il progetto di comunicazione di rete è nato dal lavoro di un’organizzazione militare e poi, come tutti abbiamo creduto, si è sviluppato rapidamente diventando ciò che è oggi; una rete che
"non appartiene a nessuno",
che si sviluppa con una conformazione “stellare”, così articolata e intricata che
"nessuno riesce a controllarla".
E, perciò, internet
"non appartiene a nessuno..."
Tutte balle. E da qui nasce la costruzione ideologica del primo mezzo di comunicazione di massa veramente libero; libero perché non "è controllato da nessuno e nessuno ne è proprietario"; libero perché, in esso, chiunque può diventare editore di sé stesso e pubblicare, liberamente, tutto il suo pensiero senza dover elemosinare presso un altro editore, senza dare in contropartita capitale, senza mettere necessariamente in piazza i suoi dati sensibili e, volendo, persino in forma “anonima”.
Altre frottole.
La tecnologia è sottomessa agli interessi della guerra.
La tecnologia e stata realizzata da militari con i coltelli affilati; anche volendo ammettere che essi non hanno avuto la competenza tecnica per far sviluppare ed evolvere la rete come essa oggi è, i miliziani, proprietà delle corporazioni multinazionali, hanno tenuto i coltelli dalle lame lunghe sempre più affilati e possono controllare il sistema, o interromperlo, in qualunque momento. Far chiudere un giornale è cosa assai più complessa che interrompere il flusso d’informazioni digitali in rete. Basta un calo di corrente, un cavo tranciato per sbaglio o un embargo petrolifero e tutto scompare in un paio di secondi.
Chi ha finanziato Google, Microsoft e Facebook?
Per la parte di capitale pubblico investito in aziende private che hanno fatto ricerca tecnologica avanzata non c’è mai stata chiarezza. La spesa pubblica si è fusa con quella privata e gli agenti del governo si sono spesso trovati come dipendenti di queste imprese dedicate alla ricerca scientifica, o viceversa, i loro scienziati si sono ritrovati ad essere stipendiati dalle agenzie dei servizi segreti, strapagati con denaro dei contribuenti, le quali comunque lavoravano per enti privati sovranazionali e sono tutt’ora comandate da famiglie di privati extra-nazionali. Dopo la drammatica messa in scena del 2001, alle già numerose comunità di spionaggio statunitensi si è aggiunta quella dello IARPA ( Intelligence Advanced Research Projects Agency) per fare più o meno quello che faceva prima DARPA. Quindi i reparti dedicati alla rete sono più o meno gli stessi.
2) IQT, o In-Q-Tel
Un paio d’anni prima, però, nel 1999, l’agenzia di spionaggio denominata CIA ha fondato, cioè vi ha infuso del denaro proveniente dalle casse dello stato, una società di capitali, senza scopo dichiarato di lucro, con il preciso ed esplicito obiettivo di fornire tecnologie avanzate alle agenzie di spionaggio statunitensi (dette, assai impropriamente, di “intelligence“). La società si chiama In-Q-Tel e, dando un’occhiata più sotto ai componenti il suo consiglio di amministrazione, non v’è dubbio che i vecchi gestori della tecnologia digitale sono ancora più che attivi e presenti e che i loro scopi, dato che sono agenzie di spionaggio, hanno tutti a che fare con la sorveglianza, il monitoraggio e il controllo di persone, proprietà, aziende e flussi di denaro.
Nel 2005 il New York times ha pubblicato un articolo, ripreso e spiegato meglio poi qui, sulle intercettazioni illegali del NSA, tutte prive di mandato da parte dell’autorità giudiziaria, iniziate perlomeno dal 2001, che monitoravano le conversazioni private dei cittadini statunitensi in violazione del quarto emendamento.
Nel 2006 è stato rivelato che AT&T ha dato completo e libero accesso, agli “intercettatori” del NSA (National Security Agency) , al traffico internet dei suoi clienti e che le agenzie di spionaggio americane hanno frugato illegalmente risme straordinarie di dati commerciali e personali. La tecnologia utilizzata per l’estrazione fraudolenta delle informazioni, installata nei “back door” del NSA, (Narus STA 6400) si presenta come un potentissimo mezzo d’intercettazione, capace di fare archivi di “qualunque cosa passi attraverso un protocollo internet”; la tecnologia è stata fornita da una società i cui soci sono stati finanziati da IQT e i responsabili marketing di Narus ne andavano fierissimi.
Sempre nel 2006, News21 ha pubblicato un rapporto a proposito di un investimento di IQT in CallMiner, un’impresa dedita allo sviluppo di tecnologie per la trasformazione di conversazioni telefoniche registrate in database adattabile all’attingimento di motori di ricerca automatici.
Nel 2009, il Telegraph, ha riportato il caso di un altro investimento di IQT in un’altra azienda di estrazione ed elaborazione dei fatti degli altri. Si tratta di VISIBLE (Social Media Monitoring, Analytics and Engagement – Visible), specializzata nella produzione di software che elaborano “cosa dice la gente in social media come YouTube, Twitter, Flickr e Amazon. La tecnologia è in grado di tracciare le comunicazioni in tempo reale, rilevare tendenze e orientamenti e persino rilevare stati d’animo prevalenti in rapporto a determinati eventi o circostanze. Nel settembre del 2011, la Federal Reserve ha pubblicato negli Stati Uniti una richiesta d’offerta, essendo proprio alla ricerca di questa tecnologia capace di monitorare gli “stati d’animo” (“sentiments”) espressi dalle persone a proposito di fatti, atti o eventi specifici. Questi sono solo degli esempi di chi fa cosa con questi sistemi. Ma i due nomi più strettamente e più frequentemente collegati a IQT sono Google e Facebook.
3) FACEBOOK & GOOGLE
Google è un laboratorio di ricerca per i miliziani dai coltelli affilati. Come Microsoft, fin dal principio, è stata costituita con capitali provenienti dalle casse dello stato USA, invasi attraverso agenzie, associazioni, società private e servizi segreti. Entrambi i gruppi appartengono, indirettamente, al conglomerato militare che non è apparato di Stato se non in termini formali, dato che serve gli interessi di élite e famiglie private. Formalmente, il governo non può gestire grandi aziende o corporazioni; perciò lo fa attraverso società parzialmente controllate, controllate in senso formale da enti di stato, finanziate con capitale pubblico, ma gestite di fatto da enti privati sovra-nazionali.
Facebook ha ricevuto 12,7 milioni di dollari USA in conferimento di capitale contante da Accel, il cui direttore, James Breyer, fa parte del suo consiglio di amministrazione. Questo tizio era stato già presidente del National Venture Capital Association, nel cui CdA troviamo Gilman Louie, che a quel tempo era anche Amministratore delegato di In-Q-Tel. La connessione è indiretta ma non per questo meno inquietante. Facebook ha una storia lunghissima di violazioni della privacy dei suoi utenti ed è partecipata da una società di capitali gestita ufficialmente da una delle agenzie di spionaggio statunitensi: la CIA (central “intelligence” agency). Il collegamento di Google con In-Q-Tel (che gestisce anche Gainspan) è più diretto, anche se ufficialmente negato.
Nel 2006 l’ex funzionario della CIA Robert David Steele ha dichiarato al Homeland Security Today che Google ha percepito finanziamenti e direttive da elementi della comunità di “intelligence” (eufemismo che sta per attività di spionaggio), tra i quali l’Office of Research and Development della CIA, In-Q-Tel, oltre al NSA e ai servizi segreti militari.
Nel 2005 In-Q-Tel ha venduto più di 5000 azioni Google del suo pacchetto. C’è il sospetto diffuso che quelle azioni derivassero dagli investimenti di In-Q-Tel in Keyhole Inc. (quella che ha realizzato la tecnologia di visualizzazione tridimensionale della terra, oggi nucleo di Google Earth) che è stata poi acquistata da Google.
Nel 2010 Google ha annunciato pubblicamente che stava lavorando assieme alla NSA (National Security Agency) per garantire il flusso delle proprie risorse.
Nello stesso anno Wired ha riportato che In-Q-Tel e Google avevano versato congiuntamente capitali per finanziare Recorded Future Inc., un motore di ricerca temporale che analizza decine di migliaia di risorse web per elaborare eventi e tendenze di mercato. In-Q-Tel ha interessi in giganti della rete internet come Facebook e Google oltre che in tecnologia avanzata per l’estrazione e l’elaborazione di dati e informazioni. Non si può pensare che sia casuale, come non è né casuale né spontaneo il successo straordinario dei due fenomeni commerciali di Facebook e di Google.
Ma la ricerca e sviluppo di In-Q-Tel non si limita all’analisi del traffico in rete; ha a che fare con la ricerca e la raccolta d’informazioni finalizzata all’identificazione di persone e cose per il loro condizionamento e controllo. Le sue aree principali d’interesse sono definite come: “Information and Communication Technologies” e “Physical and Biological Technologies” e cioè: determinazione di singoli tratti umani ai fini dell’identificazione, monitoraggio e autenticazione di individui ed oggetti, nano-tecnologie e bio-tecnologie applicate alla classificazione dei tratti individuali (“physiological intelligence“), con rilevatori di singola molecola, piattaforme per somministrazione di farmaci, sensori in grado di stabilire la provenienza di una persona, e con quali sostanze sia entrata in contatto, attraverso la gestione di “biomarcatori“, come composti di tracce nel respiro o campioni di pelle.
Sapevamo bene di già che Google ci leggesse la posta elettronica e ora sappiamo anche perché. Google seleziona quale sito web deve risultare e in che posizione (SERP) nella rete web internazionale, Google riceve tutti i parametri di tutti i siti pubblicati in rete (i quali fanno il loro massimo per passare il maggior numero possibile d’informazioni proprie a Google con lo scopo di ottenere visibilità). Google ha il monitoraggio di tutte le informazioni commerciali che vengono pubblicate nel mondo. Google ha il monitoraggio di tutta la posta elettronica scambiata con gmail e di tutte le informazioni tecniche che cava dalla pedissequa analisi che i suoi robot-spider fanno su ogni sito web.
Prima pensavamo che fosse solo un pretesto per inserire, nei contorni delle pagine, annunci pubblicitari che fossero pertinenti al testo della lettera ricevuta o del contenuto del sito web pubblicato. Oggi sappiamo che si tratta ancora di finalità commerciali, ma più sofisticate. Del resto le agenzie e gli enti di stato come CIA, NSA e altri – e questo vale anche per gli enti di stato Italiani ed europei – sono definiti “pubblici” perché spendono denaro dei contribuenti. In realtà appartengono a colossi finanziari ed analizzano finanza, mercati, tendenze e dati personali di tutti i consumatori del pianeta, per conto di questi colossi. Sempre per loro conto, oltre ad analizzare e raccogliere dati, spiando ovunque e chiunque, organizzano movimenti di piazza, sommosse, insurrezioni e anche colpi di stato in vari paesi, (Vedi la recente questione Egiziana in cui Google addirittura si vanta di aver avuto un ruolo decisivo nel rovesciare il governo) a seconda di dove riescano ad individuare focolai di violenza da sfruttare e benefici da incassare. Non lavorano per i governi in modo sostanziale, non sono animati da principii patriottici o ideologici. Sono semplicemente fusi con le corporazioni, con Wall Street, con l’industria bellica e la tecnologia prevalente in ambito informatico. Chi era quello sprovveduto che raccontava in video la novella dei due studenti scioperati che si erano messi a fare un esperimento di data-base e che hanno inventato questo miracolo? E, se oggi dovessimo aprire gli occhi e renderci conto del fatto che la popolarità di Google e Facebook non è affatto naturale e spontanea, che è piuttosto il frutto di una precisa operazione di marketing finanziata con milioni di dollari, cosa ci cambierebbe? Se comprendessimo che sono funzionari-spie, stipendiati dalle agenzie di spionaggio, cosa ci cambierebbe? Sappiamo già che i politici, i partiti politici e le agenzie governative non lavorano nell’interesse della comunità; sapevamo già che finanziano le loro operazioni usando denaro dei contribuenti per garantirsi la sopravvivenza nel cortiletto del potere. Lavorano anch’essi per entità sovra-nazionali, private, che controllano il mondo nell’interesse del benessere di poche famiglie, le élite al potere.
Oggi possiamo imparare che anche le agenzie di spionaggio, i servizi segreti, la NATO, le Nazioni Unite, il WTO, il WHO, sono tutte entità controllate dalle stesse famiglie; e cosa ci cambia? Possiamo imparare che tutti i direttori della CIA, per esempio, erano in precedenza avvocati di Wall Street e che i vertici della NATO appartengono, come loro, al CFR; e cosa ci cambia? Probabilmente non cambia nulla e non cambierà nulla; le élite al potere sfruttano la credulità popolare da migliaia di anni e, data l’imbecillità del più gran numero d’individui, pare che non esista altro modo per comunicare che la propaganda. Tuttavia, non possiamo far finta che tutto sia normale e che il mondo sia libero, così come lo vedono le capre, che non distinguono fra l’illusione di essere liberi e il gravoso onere d’essere liberi o parzialmente liberi.
Per essere liberi bisogna fare uno sforzo, lo sforzo di uscire dalla convenienza delle proprie costruzioni ideologiche e dei riti ai quali si è avvezzi, dalla convenienza di Google, di Facebook, delle carte di credito, della televisione, dei giornali e dei telefoni radiomobili. Sono tutte convenienze che, sommate, inibiscono la libertà dell’individuo, la oltraggiano e ottenebrano la già povera intelligenza umana. Per tentare d’essere liberi bisogna fare lo sforzo di uscire dalla propria pazzia e prendere coscienza di un fatto semplicissimo, innanzitutto: tutti gli atti di monitoraggio, e di spionaggio, di sorveglianza, che controllano il traffico in rete, classificano in modo ordinato l’attività economica, religiosa, politica, affettiva e ricreativa, degli individui, e delle imprese del pianeta in banche dati estere sono atti illegali in Italia, in Europa, e nella maggior parte delle giurisdizioni del pianeta. Leggere la corrispondenza delle persone che non sono sotto sorveglianza stabilita con ordine preciso dell’autorità giudiziaria, nei limiti estremi imposti dalla legge, è illegale. (Costituzione, Art. 15: La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili).
Per aggirare il monopolio di Google, evitando Yahoo o Bing che provengono da altri incubi analoghi, per navigare la rete in modalità “anonima” e senza farsi installare pezzi di software che spiano l’attività umana in rete, ecco alcune alternative:
MOTORI DI RICERCA https://startpage.com/ http://www.dogpile.com/ http://www.yandex.com/
BROWSER DI NAVIGAZIONE ANONIMA https://www.torproject.org
Sarebbe cosa buona e giusta se giungessero qui altri suggerimenti.
Sugli organi dirigenti delle agenzie di spionaggio, che sono sostanzialmente analisti finanziari, manipolatori di borse valori, gestori di banche centrali (e non 007) vedi:
Michael C. Ruppert Crossing the rubicon – the decline of the american empire and the end of the age of oil
Sul chi li controlla, vedi per esempio:
Gary H. Kah En Route to Global Occupation – A High Ranking Government Liaison Exposes the Secret Agenda for World Unification.
Altre risorse:
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI IQT (IN-Q-TEL)
ALEX JONES – THE FALL OF THE REPUBLIC
ALEX JONES – The OBAMA DECEPTION
BOARD OF TRUSTEES In -Q-Tel
Michael M. Crow
Chairman of the Board of In-Q-Tel; President of Arizona State University
James Barksdale
President and CEO of Barksdale Management Corporation
Peter Barris
Managing General Partner, New Enterprise Associates (NEA)
Charles G. Boyd
Former President and CEO of Business Executives for National Security (BENS)
Howard Cox
Partner, Greylock Venture Capital
Christopher Darby
President and CEO of In-Q-Tel
David E. Jeremiah
Chairman of Wackenhut Services Inc. (WSI) Board of Directors
Anita K. Jones
Professor Emeritus of Computer Science at the University of Virginia
A.B. “Buzzy” Krongard
Former Executive Director of the Central Intelligence Agency
Jami Miscik
Vice Chairman and President of Kissinger Associates
Elisabeth Paté-Cornell
Chair of the Department of Management Science and Engineering at Stanford University
Ted Schlein
Managing Partner at Kleiner Perkins Caufield Byers
Charles M. Vest
President Emeritus of Massachusetts Institute of Technology
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